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newsletter bimestrale di letteratura noir e thriller | numero 2 | settembre duemilanove |
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intervista Quattro passi nel
noir di Eliselle
Alessandro Zannoni nasce come scrittore autoprodotto e indipendente, pubblicando con successo quattro romanzi e due racconti. Ha firmato i suoi esordi letterari con lo pseudonimo di Michelangelo Merisi, coi titoli Alla luce dei fatti, Nero in dissolvenza e Lo stretto necessario. Nel 2008 è approdato alla Babele Suite di Perdisapop, la collana diretta da Luigi Bernardi, con la novella Biondo 901. Sempre per Perdisa, nella collana Walkietalkie, è uscito a maggio 2009 il romanzo Imperfetto, riedizione di un romanzo autoprodotto. Vive a Sarzana, sul confine tra Liguria e Toscana. Ha collaborato come direttore editoriale alla collana "Delitti Inediti" (Edizioni Contatto); dal 2002 organizza la Festa della Letteratura Noir tra Lerici e la Lunigiana. Prima, dopo e durante, è stato antiquario specializzato in pittura antica. L’esordio nella letteratura noir con uno pseudonimo, il percorso di autopromozione e autoproduzione, l’approdo a una casa editrice di prestigio: come ti ritrovi e quanto sei cambiato, come autore, in questo percorso? Come autore mi sento soddisfatto di quello che ho combinato in questi anni, prova ne è che i romanzi autoprodotti sono e verranno ripubblicati nel giro di qualche tempo; questo vuol dire che scrittura e storie hanno tenuto il passo ed hanno una loro validità. La grossa differenza tra autoprodotto e autore di collana, invece, è che adesso posso gonfiarmi la bocca quando dico che pubblico con Bernardi nelle collane Perdisa; tutto qui. Ti posso assicurare che guadagnavo moooolto di più prima, e ti posso assicurare anche che, pur essendo una casa editrice di prestigio, la Perdisa fa la medesima fatica di un autoprodotto nel ritagliarsi un posticino sugli scaffali in libreria. Quindi se da una parte sono felice e contento, dall’altra sono perplesso e preoccupato. Consulente e direttore editoriale di collana, organizzatore di eventi legati al noir: si può parlare di ruoli complementari a quello dello scrittore? Quanto aiuta la lettura e lo scambio con altri autori di genere? Sì, sono ruoli complementari a quello di scrittore, se fatti con dignità e onestà intellettuale. Gli scrittori che organizzano eventi lo fanno con questo spirito, non credo certo a quelle malelingue che sussurrano che Tizio organizza un festival e invita Caio solo per ricevere di ritorno una bella recensione o Sempronio perché dirige una collana di una importante casa editrice nella quale vuole infialasi! Tutte balle! La lettura e lo scambio con altri autori di genere, invece, è sicuramente importante, basilare direi, nella crescita di uno scrittore. L’unico rischio potrebbe essere il sopraggiungere – a livello inconscio – di invidia verso autori o romanzi particolarmente validi, con il conseguente insorgere di arrossamenti nelle parti intime posteriori – leggi rodimento di culo –, quest’ultimi guaribili con dosi massicce di GentalinBeta crema. Ma è una cosa naturalissima. Che cosa rappresenta e quale funzione ha il noir? Questa domanda la dovresti girare a qualcuno più intelligente, ma se vuoi per forza una risposta, ti dico che rappresenta un divertimento nello scriverlo, e ha la funzione di attirare il lettore in una trappola dalla quale liberarlo solo verso le ultime pagine. Ci puoi preannunciare qualcosa dei tuoi nuovi progetti o di eventuali novità letterarie? Progetti: a breve faccio un mutuo per aiutare mio cognato, e poi piastrello i marciapiedi dietro casa. Novità letterarie: leggo di nuovo Tropico del capricorno. Consiglio non richiesto: non bramate di scrivere per le grosse case editrici, vi fanno un mazzo tanto! |
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