|

Recensione
Era tutta un'altra
storia
di
Chiara Damonte
TITOLO: Era tutta un'altra storia
AUTORE: Hakan Nesser
EDITORE: Guanda
DATI: 2009; pagine 528; euro 18,00
Era tutta un’altra storia è il secondo
libro di Hakan Nesser dedicato alla serie che ha come protagonista
l’ispettore italo-svedese Gunnar Barbarotti. Gunnar ha 47 anni, vive a
Kymlinge, non ha mai conosciuto suo padre, è divorziato con tre figli; i 2
maschi vivono con la madre, mentre la figlia Sara vive con lui anche se per
poco tempo, perché parte per studiare a Londra.
Gunnar si innamora di Marianne, un’ostetrica, anch’essa divorziata con 2
figli. Nel corso del libro, la loro storia si evolve, fino ad arrivare a una
decisione importante per il loro rapporto. Nonostante la vita dell’ispettore
non sia facilissima, egli la affronta con filosofia e fiducia nel Signore;
legge la Bibbia per trovare risposte a quello che accade intorno a lui e per
dare un significato alla vita di tutti i giorni.
Proprio quando si trova in vacanza con Marianne inizia la sua avventura e di
conseguenza la sua indagine. Ma, dopo una doverosa presentazione del nostro
ispettore, è necessario fare un passo indietro ed entrare nella storia vera
e propria. Nell’estate del 2002 sei turisti svedesi, due coppie (Henrik e
Katarina; Gunnar e Anna) e due single (Erik Bergman e un sesto uomo) si
incontrano per caso in vacanza in Bretagna. Facendo amicizia, i sei decidono
di trascorrere i giorni insieme. Di questa vacanza, apparentemente trascorsa
in allegria e spensieratezza, rimangono delle foto, un acquerello e un
diario che racconta le loro giornate. Ma purtroppo, non rimangono solo le
giornate trascorse in allegria da un gruppo di persone, ma anche un episodio
tragico che li legherà per tutta la loro esistenza e cambierà le loro vite.
Ma torniamo al presente. Sono trascorsi cinque anni dalla vacanza ed al
nostro ispettore Barbarotti arriva una lettera anonima dove gli viene
annunciato che presto verrà uccisa una persona: Erik Bergman, uno dei
ragazzi della compagnia dell’estate 2002. L’ispettore si mette subito al
lavoro per cercare di salvare la vita dell’uomo, ricercando tutte le persone
dei dintorni con questo nome, ma invano: Erik viene trovato accoltellato in
un parco. Poco tempo dopo, arriva una seconda lettera nella quale si
annuncia la prossima morte di Anna Eriksson, anche lei partecipe a quella
vacanza. L’ispettore riparte alla ricerca della vittima designata, questa
volta supportato anche da un profiler che cerca di scoprire il profilo
dell’assassino per poterlo stanare prima che compia altri omicidi. Ma anche
Anna viene trovata senza vita nel suo appartamento, sotto il letto, chiusa
in sacchi neri della spazzatura.
I delitti, preceduti da altre lettere, si susseguono ed altri protagonisti
di quella vacanza vengono uccisi. Tutto questo sotto gli occhi sgomenti
della polizia e soprattutto di Barbarotti, che si trovano impotenti davanti
al misterioso serial killer.
Inoltre, questa strana corrispondenza che si è venuta a creare tra
l'assassino e l'ispettore, crea molti problemi sia nella vita privata con
Marianne che sul lavoro. Infatti durante l'indagine Barbarotti viene anche
esonerato perché accusato di aver picchiato un giornalista un po' troppo
impiccione e ficcanaso ed è costretto ad andare da uno psichiatra per
cercare di capire che cosa gli sta succedendo.
Ma perché tutte queste persone vengono uccise? Forse per eliminare tutti i
testimoni di una disgrazia avvenuta anni prima? O forse è tutta una messa in
scena per depistare la polizia, visto che quello che lega i sei turisti è
un’altra cosa? Il nostro ispettore Barbarotti, dopo una difficile ed
estenuante indagine, riesce a portare a termine il caso e finalmente tutti i
misteri vengono risolti.
Il romanzo è composto da due storie parallele: da una parte c’è l’indagine
della polizia sulla serie di omicidi che avvengono, dall’altra le memorie,
sotto forma di diario, dell’assassino che, oltre a raccontare quello che è
avvenuto in passato, sembra dare una spiegazione ai suoi crimini. È un bel
giallo stile noir scandinavo: descrizione introspettiva dei personaggi dove
spesse volte l’indagine poliziesca lascia spazio al racconto della vita
privata dell'ispettore, dove si alternano momenti riflessivi a quelli
ironici. L’autore Hakan Nesser ha costruito la figura di Barbarotti come un
comunissimo poliziotto che si distacca da molti gialli/thriller, dove il
protagonista è bello, intelligente e fortunato.
La trama non è originalissima, ricorda Dieci piccoli indiani di
Agatha Christie dove ogni persona della compagnia viene assassinata una per
una perché legati da un qualcosa che li accomuna. Sicuramente però la trama
è avvincente ed il racconto si snoda fluido con un linguaggio semplice e
scorrevole. Interessante sotto il profilo psicologico, per le domande sulla
vita, sugli uomini, sui dubbi, incertezze e assilli che affliggono la vita
quotidiana.
Consigliato agli amanti delle indagini svolte da commissari scandinavi, ma
non solo.
|
|
GENOVA NERA WEBPRESSNOIR
in rete e in libreria |
uscita bimestrale |
Materiale promozionale edito da Fratelli Frilli Editori S.R.L. -
www.frillieditori.com |
P.IVA 03847560103
CAPOREDATTORE: Carlo Frilli |
COLLABORATORI: Chiara Damonte, Elisa Eliselle, Enrico Macchiavello,
LaPaginaNera, Leggendo Scrivendo, Sergio Paoli, Riccardo Sedini (Giallomania),
Michela Volpe | GRAFICA:
Sara Chiara, Raoul Gazza.
Per recensioni,
segnalazioni, suggerimenti e quant'altro:
info@genovanera.com |