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Recensione
Io credo nei vampiri
di
Costanza Ciminelli
TITOLO: Io credo nei vampiri
AUTORE: Emilio De' Rossignoli
EDITORE: Gargoyle Books
DATI: 2009; pagine 402; euro 16,00
Emilio de' Rossignoli , intellettuale
che non perse mai di vista l'importanza della radice popolare della cultura,
è il brillante cicerone di un viaggio suggestivo dove sfilano vampiri,
lemuri, incubi, succubi, golem, mummie, licantropi, zombie, fantasmi, e dove
storia, mito e cronaca si intrecciano in un raffinato montaggio di argomenti
e interpretazioni. Una storia organica del vampirismo dalle origini ai
nostri giorni, dal trascinante furore enciclopedico. La prosa limpida e lo
stile sapientemente ironico conferiscono al testo una solida tenuta
narrativa così che, pur trattandosi di un saggio, Io credo nei vampiri
si legge come un romanzo, e proprio le pagine che sembrerebbero datate sono
tra le più interessanti per i corsi e ricorsi di cui la storia del costume
nostrano sembra essere popolato (le mode, le tendenze, le partigianerie, i
collettivi incuriosimenti).
Pubblicata dall'editore Luciano Ferriani per la prima volta nel 1961 e da
allora mai più ristampata, Io credo nei vampiri è un'opera
eccezionale che è stata e resta tuttora tra i primi e rari contributi non
accademici sul vampirismo, dove competenza e intrattenimento si accordano
felicemente. L'idea del libro maturò sulla scia dell'enorme successo
mondiale della pellicola Dracula di Terence Fisher (Horror of
Dracula, 1958), qualcosa di molto simile a quanto sta accadendo ora con
il romanzo Twilight di Stephanie Meyer e con l'omonimo film che ha
recentemente sbancato i botteghini di mezzo mondo, che De' Rossignoli maturò
l'idea di scrivere Io credo nei vampiri.
Nel suo saggio, l'autore si mette letteralmente al servizio di un tema che,
nelle sue mani, diventa straordinariamente fertile, e scandaglia tutto lo
scandagliabile attorno ai vampiri, che vengono analizzati da un punto di
vista cinematografico, letterario, musicale, pittorico, religioso,
mitologico, politico, scientifico, biologico, botanico, giurisprudenziale e
di costume attraverso un avido e ricercato saccheggio di aneddoti, dicerie,
leggende, credenze, folclori locali, visioni, formule e maledizioni arcane,
cronache, trattati, rapporti ufficiali, testimonianze, antichi dizionari, e
libri e giornali. Oltre a offrire un'occasione di conoscenza eccezionale e
dai risvolti inattesi, De' Rossignoli mette i lettori davanti alla loro
disponibilità a credere, a fidarsi, sfuggendo qualunque paura nei confronti
del vampiro, una figura avvolta da pregiudizi solo in quanto diversa.
Autorevolmente e piacevolmente persuasivo, Io credo nei vampiri è un
libro che dà molte risposte sul senso del terrore nell'arte e nella vita.
Nobile di origine dalmata, Emilio De' Rossignoli nacque a Lussino in
provincia di Pola, nel 1920. Dopo gli studi compiuti a Trieste e a Genova,
si dedicò al giornalismo, specializzandosi nel campo dello spettacolo.
Figura poliedrica di vastissima cultura, spaziò con disinvoltura dalla
critica cinematografica e televisiva ai reportage di costume fino alla
cronaca nera. Oltre a scrivere su quotidiani generalisti, De' Rossignoli fu
un firma di spicco di periodici di settore come "Festival", "Novellefilm" e
"Hollywood", collaborò anche per il cinegiornale di attualità La
Settimana Incom e per il rotocalco Settimo Giorno, e partecipò
alla breve avventura della storica rivista di Gino Sansoni, "Horror", a
cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, dove teneva un'erudita e
divertente rubrica intitolata Orizzonti del fantastico. All'insegna
della versatilità fu anche il rapporto che De' Rossignoli ebbe con la
letteratura: egli, infatti, si cimentò con la saggistica, il romanzo rosa,
il poliziesco e la fiction avveniristica. Oltre a Io credo nei vampiri
- certamente la sua opera più importante - ricordiamo i romanzi H come
Milano (1965), Lager dolce Lager (1977), Concerto per una
bambola (1981), Strega della moda (1981) e La donna di
ghiaccio (1982). De' Rossignoli è morto nel 1985 a Milano.
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